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Il blog di Wafer

[mini]riflessioni sul marketing al tempo della rete

14/12/2008 - pubblicato da: Alessandra

Mi sono presa un po' per rileggere le 91 tesi sul marketing pubblicate nei giorni scorsi da Gianluca Diegoli, il cui blog [mini]marketing è - come ho spesso avuto modo di dire - uno dei luoghi abitati della rete che prediligo e frequento con più soddisfazione.

Come l'autore, fin dal titolo, invita a fare, vorrei contribuire alla discussione su questa "summa del [mini]pensiero".


Per cominciare, parto dalle cose che non mi piacciono o che non condivido.
La prima è di natura formale e stilistica, e riguarda la scelta di dare al testo la forma "a tesi", che considero un richiamo un po' troppo smaccato al Clue Train Manifesto. Poi l'atteggiamento un po' provocatorio di chi sembra a volte tirare una linea fra il "noi" e il "voi".. quando in realtà le parti in campo sono tante, e non sempre contrapponibili in modo così netto..

E poi la tesi no.1, "Il marketing è morto in quanto si sono esaurite le due condizioni che lo nutrivano..". E' vera solo se si appiattisce la definizione di marketing sugli aspetti di "brand", "comunicazione istituzionale", "pubblicità", "coordinati aziendali".

Se con "marketing" intendiamo invece la riflessione strategica su "cosa siamo, cosa vogliamo fare, in che mercato ci muoviamo, cosa vogliono le persone di questo mercato, come possiamo allineare il nostro lavoro ai loro bisogni?", allora il marketing è tutt'altro che morto, anzi, con la rete, ha moltiplicato le sue potenzialità di connessione fra le aziende e il mercato - o, meglio, fra le persone che lavorano nelle aziende e quelle che ne scelgono i prodotti e servizi.

Fatta la tara di questi aspetti, il "concentrato di [mini]marketing] è una boccata d'aria fresca, un sano richiamo alla realtà per tutti coloro che pensano basti un payoff ben studiato per aumentare gli acquisti. Un "ritorno alla concretezza", dell'ascolto dei clienti, del dare risposte vere, o dell'ammettere sinceramente di aver fatto degli errori e di volere migliorare.

La conversazione - online e offline non fa differenza, e in questo Gianluca chiarisce bene che la blogosfera in fondo non esiste se non come evidenziatore delle conversazioni vere che si svolgono, con ogni mezzo, vecchio e nuovo, fra le persone - nasce dall'esperienza reale, dall'avere acquistato qualcosa e averlo trovato migliore o peggiore di quel che ci aspettavamo, di quel che ci sarebbe servito.

In questo senso, l'unica cosa che possono fare le aziende (ma non è poco) è far bene il proprio lavoro, coscienti che è questo - ciò che facciamo, non quel che diciamo - a definire la nostra identità. Poi ovvio che dobbiamo raccontarci bene, ma anche questo fa parte del facilitare agli altri il rapporto con noi.

Non aggiungo la lista delle mie tesi preferite, ce ne sono talmente tante che ne dovrei mettere troppe. Conto comunque che avremo altre occasioni per lavorarci sopra, e ne verranno fuori sviluppi ancora più interessanti.

Grazie di nuovo, Gianluca :-)

Commenti (3)

Per cominciare, parto dalle cose che non mi piacciono o che non condivido.
La prima è di natura formale e stilistica, e riguarda la scelta di dare al testo la forma "a tesi", che considero un richiamo un po' troppo smaccato al Clue Train Manifesto.

R: Si', naturalmente il paragone non regge. Era un tributo, questo si'. (era anceh un modo per giustificare il fatto che non volevo scrivere un libro di 200 pagine)

Poi l'atteggiamento un po' provocatorio di chi sembra a volte tirare una linea fra il "noi" e il "voi".. quando in realtà le parti in campo sono tante, e non sempre contrapponibili in modo così netto..

R: si', tutti noi, io incluso, siamo un po' noi e un po' voi. Sono categorie ideali, non ci sono buoni e cattivi, anceh perche' cio' che fa è spesso cio' che è costretto a fare...



E poi la tesi no.1, "Il marketing è morto in quanto si sono esaurite le due condizioni che lo nutrivano..". E' vera solo se si appiattisce la definizione di marketing sugli aspetti di "brand", "comunicazione istituzionale", "pubblicità", "coordinati aziendali".

R: Ho inteso volutamente marketing in questo senso, perchè è il senso comune con cui il 99 per cento delle persone lo usano. Poi naturalmente sono d'accordo, è sopra le righe, perchè volevo provocare una riflessione su questo appunto...
15/12/2008 - inviato da: gluca
in questo box mi ero perso il finale :)
ciao e grazie della recensione!
gluca
15/12/2008 - inviato da: gluca
Eh infatti avevo avuto il sospetto che ti fossi concentrato più sulla prima parte :-)

Come sai, condivido nella sostanza praticamente tutto quel che scrivi nell'e-book, poi ciascuno di noi ha il suo modo di "affrontare il discorso", e questo a volte ha delle conseguenze sul "come vanno le cose", specie quando bisogna convincere i clienti a fare scelte di tipo nuovo.

Certo è che in questi anni la rete ha moltiplicato le occasioni di confrontarsi, in primo luogo per chi fa il nostro mestiere, e la condivisione delle idee ha dato e continuerà a dare i suoi frutti
15/12/2008 - inviato da: Alessandra

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